Circoli di Campo San Martino, Curtarolo e Santa Maria di Non

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Padova Urbs Picta

Sabato 29 Ottobre 2022

Gli affreschi del XIV secolo di Padova sono patrimonio dell’umanità
Secondo itinerario alla scoperta delle meraviglie di Padova Urbs picta: Basilica di Sant’Antonio, Oratorio di San Giorgio, Scuola del Santo.

 

 

Ritrovo Campo San Martino ore 14:00 p.zza Marconi,1 (Cà Brenta),

Ritrovo Tombolo ore 13:30 piazza del Municipio,

Rientro previsto per le ore 18:00

Contributo visita guidata, ingressi e trasferimento a Padova con mezzo proprio o se possibile con mezzo AUSER  € 20,00

info e prenotazioni in segreteria

 

 

Padova Urbs picta patrimonio dell’umanità

Padova è diventa capitale mondiale della pittura del Trecento e Padova Urbs picta identifica i cicli pittorici affrescati custoditi all’interno delle sue mura, come uno straordinario esempio del genio creativo dell’uomo che si esprime nelle opere di Giotto e degli artisti che ne seguono l’insegnamento nel corso del XIV secolo. Si tratta di un’eccezionale conferma dell’importanza della nostra storia e del valore culturale e artistico che caratterizza il territorio e al contempo testimonia l’impegno per la sua salvaguardia come patrimonio di valore universale.

 

Nella Basilica di Sant’Antonio si conservano le prime testimonianze della presenza di Giotto a Padova, eseguite intorno al 1302-1303; nella decorazione dei luoghi conventuali si può cogliere come il maestro fiorentino avesse già posto le basi sulla prospettiva e nella resa degli spazi che esprimerà compiutamente poco dopo nella Cappella degli Scrovegni. Molti sono i luoghi, in Basilica e nel convento, che conservano cicli completi e tracce dei maggiori protagonisti della storia dell’affresco padovano del Trecento; tra le testimonianze più significative vi sono la Cappella di San Giacomo, che conserva uno straordinario ciclo realizzato da Altichiero da Zevio e la Cappella del Beato Luca Belludi, con gli affreschi eseguiti da uno dei massimi pittori presenti allora sulla scena padovana, Giusto de’ Menabuoi, che aveva affrescato pochi anni prima il Battistero della Cattedrale.

Si ritrovano in Basilica le espressioni decorative considerate fondamentali per quanto riguarda la tradizione della tecnica pittorica dell’affresco, sia dal punto di vista storico artistico, ma anche religioso e devozionale.

 

L’Oratorio di San Giorgio presenta un ciclo pittorico dipinto da Altichiero da Zevio con la collaborazione di Jacopo da Verona. È evidente qui la volontà di rifarsi al modello giottesco degli Scrovegni, ma secondo un nuovo stile e un nuovo gusto gotico. La qualità degli affreschi, le soluzioni prospettiche, l’aderenza al dato reale fanno di questo ciclo un capolavoro talmente innovativo da anticipare le ricerche spaziali quattrocentesche.

 

La Scuola del Santo, detta popolarmente Scoletta, sorse come sede della Confraternita di S. Antonio; la parte inferiore fu costruita intorno al 1430, quella superiore nel 1504. Nella parte cinquecentesca, la Sala priorale contiene un ciclo di 18 pitture eseguite nei primi anni del Cinquecento con scene della vita e dei miracoli di s. Antonio. Tre di questi affreschi sono opere giovanili di Tiziano Vecellio (1511). I dipinti e la Sala priorale, dopo l’importante restauro terminato nel 2006, hanno riacquistato il loro originale splendore.

La Scoletta non rientra nei siti Unesco, ma è compresa nel biglietto unico per l’oratorio.

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